Ho già spiegato più volte cosa intendo io per professionalità, ma ritengo di dover chiarire ulteriormente.
Quando faccio i colloqui per lavoro, mi trovo sempre molto imbarazzata per via delle tariffe.
Chiariamo subito che per sette anni ho tenuto tre bimbi, di una stessa famiglia e le tariffe non le avevo fatte io bensì la baby-sitter che mi sono trovata a dover sostituire.
La tariffa (parlo di dieci anni fa), in paese era (ed io l'ho mantenuta) così suddivisa:
1) un bambino 8 €/h
2) due bambini 12 €/h
3) tre bambini 14 €/h
Chiarisco che la baby-sitter precedente non usava la macchina e non faceva attività extrascolastiche.
Quando ho preso in carico io i bimbi le età variavano dai 7 anni all'anno; facevo attività ricreative da laboratorio in casa mia e gli orari erano a turni dalle 7 alle 13,40 oppure dalle 12,40 alle 19,40. A volte anche serali.
Non facevo pagare la benzina poiché anche se usavo la mia auto (per gli spostamenti dei bambini, negli anni, per le altre attività) ero, comunque, in paese.
Due anni fa ho tenuto due gemelle, fuori dal paese e mi sono ritrovata a dover abbassare l'importo per venire incontro alla famiglia.
Ma voglio specificare ancora una volta: posso fare fattura; posso essere pagata con vauchers che sono già denunciati sia per me che per la famiglia perché emessi da enti; ho una assicurazione antinfortunistica per me ma soprattutto HO L'ASSICURAZIONE PER I BAMBINI.
L'assicurazione già di per sé dovrebbe rendere tranquilli i genitori per quanto riguarda il mio comportamento verso i bambini; con tutti i fatti di cronaca che si sentono, in cui negli asili o micro asili (ma anche, purtroppo, nei ricoveri per anziani) i bambini vengono maltrattati, offesi e picchiati, il fatto di avere una assicurazione dovrebbe dirla lunga. Inoltre, la mia responsabilità verso i bambini la prendo in toto, con la consapevolezza che nonostante i mille occhi che uso nei loro riguardi, possa accadere qualcosa al di fuori della mia portata, di cui mi prendo completamente la responsabilità L'assicurazione, con la consapevolezza che nessuna cifra potrebbe consolare, è una sicurezza in più per quanto riguarda la cura che apporto in questa mia professione.
Purtroppo, con le troppe donne e giovani donne che fanno le baby-sitter in attesa di qualcosa di diverso, la professionalità è vilipesa da parte di chi svolge questa attività ma, lo devo riconoscere, anche da parte delle famiglie.
Mamme lavoratrici, ve lo ripeto ancora una volta: vale di più una camicia stirata, per cui siete disposte a pagare 10€ all'ora (tariffa ormai superata) o vale di più la sicurezza di avere accanto ai vostri bambini una persona preparata, professionale, affettuosa, capace, affidabile?
Ricordatevi, mamme, che la baby-sitter non ha riposi, malattie, permessi, ferie pagate, tredicesima o quattrodicesima e spesso non ha contributi (quei pochi che vengono pagati con i vauchers non sono certo per avere una pensione dignitosa), mentre voi avete tutti i diritti assicurati; inoltre, la baby-sitter oggi lavora domani non si sa, mentre voi avete il vostro lavoro sicuro e nessuno ve lo toglie.
Pensate a questo, mentre fate un colloquio con una baby-sitter e pensate che se per qualche anno dovete fare un sacrificio per pagare adeguatamente chi sta con vostro figlio, dopo, quando crescerà voi avrete ancora il vostro lavoro assicurato, mentre la baby-sitter si dovrà mettere ancora alla ricerca di un lavoro.
Fate anche un calcolo veloce di quanto voi, nella vostra professione, siete pagate all'ora.
La baby-sitter è una libera professionista; pensate a quello che pagate ad un idraulico o ad un elettricista che viene a farvi una prestazione in casa. Solo per la chiamata, a seconda del chilometraggio, come minimo vi chiede 50 € a parte.
Perché non valutate la baby-sitter in modo adeguato, visto che ha la responsabilità del benessere del vostro bambino?
In Inghilterra le nanny ricevono uno stipendio mensile.
Se anche in Italia le baby-sitter venissero valutate giustamente, per il valore professionale e la responsabilità che esso comporta su tutti i fronti, non ci sarebbero più baby-sitter improvvisate.
L'Albo delle baby-sitter della Val d'Enza voleva questo: un riconoscimento della professionalità, con un attestato ricevuto dopo aver seguito un corso e fatto un tirocinio presso un asilo statale o comunale.
Meditate su quello che ho scritto e abbiate più stima di chi fa questa professione con serietà e responsabilità.
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mercoledì 20 gennaio 2016
venerdì 8 gennaio 2016
SCRIVERE IL DIARIO
Sarebbe bene che ogni bambino, dai sei anni in poi, avesse un diario personale in cui scrivere i propri pensieri, disegnare i propri sogni.
Oggi, i bambini sono troppo impegnati a fare calcio, pallavolo, pallacanestro e non hanno tempo per stare un po' da soli; imparare a stare soli, con i propri pensieri, è un insegnamento che non viene quasi mai trasmesso ai bambini, quasi come se stare da soli fosse una cosa di cui aver paura.
Invece è fondamentale sapere stare da soli, farsi compagnia con un buon libro, con un po' di musica in sottofondo, nella pace della propria cameretta o della propria casa.
Avendo spesso entrambi i genitori che lavorano, i bambini, anche piccoli, vengono sballottati di qua e di là, come se l'unico pensiero fosse di metterli "in deposito" da qualche parte; ecco allora che le squadre di calcio o di qualunque altro sport diventano un po' i salvagente, in mancanza dei nonni.
Anche i nonni spesso, quando ci sono, o sono ancora giovani e quindi lavorano o, caso ormai non più raro, troppi vecchi per potersi occupare dei nipoti; la baby-sitter potrebbe essere un buon aiuto, se figura intesa come educatrice e non solo parcheggio.
Ma anche in presenza della baby-sitter educatrice, i tempi dovrebbero essere scanditi dalle esigenze dei bambini e fra i tempi da rispettare ci sono anche quelli di attesa, di "noia", di silenzio, di ascolto. Ascolto di se stessi.
Questo aspetto manca, nel vortice delle attività che i bambini svolgono.
Ecco, allora, che un piccolo diario, da prendere in mano anche solo alla sera, può essere un buon mezzo per dare modo al bambino di ascoltarsi, ascoltare le proprie ansie, scrivere le proprie esperienze, ascoltare le paure, rivisitare i momenti della giornata, visualizzare, descrivere e disegnare i propri pensieri ed i propri sogni.
Suggerisco sempre di avere un diario segreto, ho avuto ed ho tutt'ora un diario segreto (da cinquant'anni scrivo lì i miei pensieri); l'ho regalato a mia figlia appena ha compiuto i sei anni, quando ha iniziato a scrivere. Mia figlia ha anche il diario della sua nascita, dal concepimento fino ai sei anni e lo custodisce gelosamente così come custodisce gelosamente i suoi diari che ormai sono tanti e tenuti in valige.
I bambini sanno quando voler far partecipi i genitori dei propri pensieri e spesso mia figlia mi racconta le cose che scrive; spesso, però, quando i bambini vogliono parlare trovano dei genitori disattenti, stanchi, delusi dalla vita, forse, a volte arrabbiati; a volte ci sono anche altri fratelli o sorelle a cui dare ascolto.
Ecco che il diario può essere uno sfogo, è l'amico segreto che ascolta; scrivendo spesso le soluzioni ai problemi vengono da sole; rileggendo le pagine addietro si può ridere o piangere di ciò che si è scritto; si possono notare i cambiamenti del proprio io.
Lo consiglio caldamente: comprate ai vostri bambini un bellissimo diario, con lucchetto e chiave e ditegli che questo è il suo cassetto dei sogni e dei pensieri. Promettete che non lo leggerete mai, se lui/lei non vorrà.
Regalate ai vostri bambini il loro tempo, non lasciate che i giorni passino tutti programmati, lasciate che respirino l'aria del giorno che stanno vivendo. Regalate tempo ai pensieri ed ai sogni.
E se non ce l'avete ancora, regalatevi un diario, bello, carino, con lucchetto e chiave e prendetevi del tempo per rinchiudervi in voi stessi. La vostra mente ed il vostro cuore ve ne saranno grati.
Oggi, i bambini sono troppo impegnati a fare calcio, pallavolo, pallacanestro e non hanno tempo per stare un po' da soli; imparare a stare soli, con i propri pensieri, è un insegnamento che non viene quasi mai trasmesso ai bambini, quasi come se stare da soli fosse una cosa di cui aver paura.
Invece è fondamentale sapere stare da soli, farsi compagnia con un buon libro, con un po' di musica in sottofondo, nella pace della propria cameretta o della propria casa.
Avendo spesso entrambi i genitori che lavorano, i bambini, anche piccoli, vengono sballottati di qua e di là, come se l'unico pensiero fosse di metterli "in deposito" da qualche parte; ecco allora che le squadre di calcio o di qualunque altro sport diventano un po' i salvagente, in mancanza dei nonni.
Anche i nonni spesso, quando ci sono, o sono ancora giovani e quindi lavorano o, caso ormai non più raro, troppi vecchi per potersi occupare dei nipoti; la baby-sitter potrebbe essere un buon aiuto, se figura intesa come educatrice e non solo parcheggio.
Ma anche in presenza della baby-sitter educatrice, i tempi dovrebbero essere scanditi dalle esigenze dei bambini e fra i tempi da rispettare ci sono anche quelli di attesa, di "noia", di silenzio, di ascolto. Ascolto di se stessi.
Questo aspetto manca, nel vortice delle attività che i bambini svolgono.
Ecco, allora, che un piccolo diario, da prendere in mano anche solo alla sera, può essere un buon mezzo per dare modo al bambino di ascoltarsi, ascoltare le proprie ansie, scrivere le proprie esperienze, ascoltare le paure, rivisitare i momenti della giornata, visualizzare, descrivere e disegnare i propri pensieri ed i propri sogni.
Suggerisco sempre di avere un diario segreto, ho avuto ed ho tutt'ora un diario segreto (da cinquant'anni scrivo lì i miei pensieri); l'ho regalato a mia figlia appena ha compiuto i sei anni, quando ha iniziato a scrivere. Mia figlia ha anche il diario della sua nascita, dal concepimento fino ai sei anni e lo custodisce gelosamente così come custodisce gelosamente i suoi diari che ormai sono tanti e tenuti in valige.
I bambini sanno quando voler far partecipi i genitori dei propri pensieri e spesso mia figlia mi racconta le cose che scrive; spesso, però, quando i bambini vogliono parlare trovano dei genitori disattenti, stanchi, delusi dalla vita, forse, a volte arrabbiati; a volte ci sono anche altri fratelli o sorelle a cui dare ascolto.
Ecco che il diario può essere uno sfogo, è l'amico segreto che ascolta; scrivendo spesso le soluzioni ai problemi vengono da sole; rileggendo le pagine addietro si può ridere o piangere di ciò che si è scritto; si possono notare i cambiamenti del proprio io.
Lo consiglio caldamente: comprate ai vostri bambini un bellissimo diario, con lucchetto e chiave e ditegli che questo è il suo cassetto dei sogni e dei pensieri. Promettete che non lo leggerete mai, se lui/lei non vorrà.
Regalate ai vostri bambini il loro tempo, non lasciate che i giorni passino tutti programmati, lasciate che respirino l'aria del giorno che stanno vivendo. Regalate tempo ai pensieri ed ai sogni.
E se non ce l'avete ancora, regalatevi un diario, bello, carino, con lucchetto e chiave e prendetevi del tempo per rinchiudervi in voi stessi. La vostra mente ed il vostro cuore ve ne saranno grati.
lunedì 4 gennaio 2016
Professione baby-sitter - L'assicurazione
Mi capita, quando faccio i colloqui per un incarico di baby-sitter, di dover specificare di quale tipo di assicurazione stiamo parlando.
Specifico che per quanto riguarda la mia persona, io ho una mia assicurazione antinfortunistica.
L'assicurazione che Progetto Koala ha per l'attività di baby-sitter è un'assicurazione per salvaguardare i bimbi; specificando meglio, è per coprire gli eventuali infortuni che i bimbi possono avere durante il periodo in cui stanno con me.
Questa assicurazione oltre a rassicurare i genitori per quanto riguarda il mio comportamento nei riguardi dei bambini, dovrebbe rassicurarli anche per quanto riguarda quello che eventualmente può accadere, indipendentemente dai miei comportamenti, ai bambini non solo mentre sono con me a casa loro, ma anche quando sono con me al parco, o in macchina durante un trasferimento, o presso la mia abitazione per qualche attività creativa.
Ho voluto un premio annuale abbastanza alto per poter avere la sicurezza di una copertura, per quanto la vita di un bimbo non abbia prezzo, abbastanza alta in caso di incidenti gravissimi.
Questa mia decisione, di avere una copertura assicurativa per i bimbi, è causata dal fatto che anche il più piccolo incidente che possa venire causato durante la mia presenza con i bambini è giusto che venga risarcito.
Colpa o non colpa, la baby-sitter, infatti, è responsabile della incolumità dei bimbi e trovo che sia gravissimo che ci siano persone che svolgono questa attività senza preoccuparsi minimamente di assicurare i bimbi che tengono.
La baby-sitter è, o dovrebbe per lo meno essere, una educatrice; ma è anche custode dei bimbi nei periodi in cui le vengono affidati.
Trovo gravissimo che questa attività venga svolta senza la consapevolezza di avere a che fare con dei piccoli uomini e delle piccole donne che hanno tutti i diritti di essere salvaguardati da incidenti, piccoli o grandi che siano.
Se un bambino si sbuccia il ginocchio andando sui pattini o in bicicletta, non è un fatto così grave da dover far subentrare l'assicurazione, in quanto sono attività che i bambini svolgono con la loro responsabilità; ma se un bambino piccolo, mentre prende la pappa si strozza con il cibo, oltre ad essere capaci di intervenire tempestivamente, occorre essere consapevoli che la propria incapacità all'intervento tempestivo, oltre alla fatalità, deve essere risarcita.
Per questo motivo se ci sono corsi di pronto intervento, occorre seguirli con attenzione: siamo responsabili delle vite che ci vengono consegnate, questo tutte le baby-sitter dovrebbero metterselo ben in mente.
Vedo troppo spesso baby-sitter, o che si spacciano tali, che continuano a fare le loro attività domestiche con i bambini a loro assegnati senza preoccuparsi di fare attività ludiche insieme; vedo comportamenti che non mi piacciono, di poco rispetto verso i bimbi.
Purtroppo l'attività di baby-sitter troppo spesso viene svolta da persone in attesa di altri lavori, come ripiego; inoltre, non avendo costi di assicurazione o di materiale o di benzina, molte chiedono un importo orario che fa concorrenza a chi, diversamente, ha costi più alti.
Non nascondo, infatti, che la mia tariffa oraria sia più alta di quella di altre baby-sitter.
Ma i costi che affronto, come assicurazione, benzina per i trasferimenti dei bambini, materiali per attività creative, oltre alla responsabilità che sento nei riguardi dei bambini, ritengo che debbano essere remunerati.
E' vero che la crisi obbliga le famiglie a tagliare i costi per la custodia dei bambini ma vi chiedo di riflettere su una cosa: per stirare le camice o per fare le pulizie di casa ci sono signore che chiedono 9/10 euro all'ora.
La vostra tranquillità e la vita dei vostri figli valgono meno?
Specifico che per quanto riguarda la mia persona, io ho una mia assicurazione antinfortunistica.
L'assicurazione che Progetto Koala ha per l'attività di baby-sitter è un'assicurazione per salvaguardare i bimbi; specificando meglio, è per coprire gli eventuali infortuni che i bimbi possono avere durante il periodo in cui stanno con me.
Questa assicurazione oltre a rassicurare i genitori per quanto riguarda il mio comportamento nei riguardi dei bambini, dovrebbe rassicurarli anche per quanto riguarda quello che eventualmente può accadere, indipendentemente dai miei comportamenti, ai bambini non solo mentre sono con me a casa loro, ma anche quando sono con me al parco, o in macchina durante un trasferimento, o presso la mia abitazione per qualche attività creativa.
Ho voluto un premio annuale abbastanza alto per poter avere la sicurezza di una copertura, per quanto la vita di un bimbo non abbia prezzo, abbastanza alta in caso di incidenti gravissimi.
Questa mia decisione, di avere una copertura assicurativa per i bimbi, è causata dal fatto che anche il più piccolo incidente che possa venire causato durante la mia presenza con i bambini è giusto che venga risarcito.
Colpa o non colpa, la baby-sitter, infatti, è responsabile della incolumità dei bimbi e trovo che sia gravissimo che ci siano persone che svolgono questa attività senza preoccuparsi minimamente di assicurare i bimbi che tengono.
La baby-sitter è, o dovrebbe per lo meno essere, una educatrice; ma è anche custode dei bimbi nei periodi in cui le vengono affidati.
Trovo gravissimo che questa attività venga svolta senza la consapevolezza di avere a che fare con dei piccoli uomini e delle piccole donne che hanno tutti i diritti di essere salvaguardati da incidenti, piccoli o grandi che siano.
Se un bambino si sbuccia il ginocchio andando sui pattini o in bicicletta, non è un fatto così grave da dover far subentrare l'assicurazione, in quanto sono attività che i bambini svolgono con la loro responsabilità; ma se un bambino piccolo, mentre prende la pappa si strozza con il cibo, oltre ad essere capaci di intervenire tempestivamente, occorre essere consapevoli che la propria incapacità all'intervento tempestivo, oltre alla fatalità, deve essere risarcita.
Per questo motivo se ci sono corsi di pronto intervento, occorre seguirli con attenzione: siamo responsabili delle vite che ci vengono consegnate, questo tutte le baby-sitter dovrebbero metterselo ben in mente.
Vedo troppo spesso baby-sitter, o che si spacciano tali, che continuano a fare le loro attività domestiche con i bambini a loro assegnati senza preoccuparsi di fare attività ludiche insieme; vedo comportamenti che non mi piacciono, di poco rispetto verso i bimbi.
Purtroppo l'attività di baby-sitter troppo spesso viene svolta da persone in attesa di altri lavori, come ripiego; inoltre, non avendo costi di assicurazione o di materiale o di benzina, molte chiedono un importo orario che fa concorrenza a chi, diversamente, ha costi più alti.
Non nascondo, infatti, che la mia tariffa oraria sia più alta di quella di altre baby-sitter.
Ma i costi che affronto, come assicurazione, benzina per i trasferimenti dei bambini, materiali per attività creative, oltre alla responsabilità che sento nei riguardi dei bambini, ritengo che debbano essere remunerati.
E' vero che la crisi obbliga le famiglie a tagliare i costi per la custodia dei bambini ma vi chiedo di riflettere su una cosa: per stirare le camice o per fare le pulizie di casa ci sono signore che chiedono 9/10 euro all'ora.
La vostra tranquillità e la vita dei vostri figli valgono meno?
mercoledì 29 luglio 2015
Professione baby-sitter
Mi capita molto spesso di essere contattata per svolgere il servizio di baby-sitter, principalmente in estate, quando le scuole materne e le scuole elementari sono chiuse per "ferie". Mi capita spesso di dover giustificare la tariffa che richiedo per questo servizio poiché troppe persone svolgono questa attività alla leggera, con varie motivazioni: disoccupazione, mobilità, perdita del lavoro, università o altro ... insomma, l'attività di baby-sitter troppo spesso non è vista come una professione come le altre ma come occupazione saltuaria, momentanea ... e questo sia da chi la svolge sia da chi richiede il servizio.
Mi ritrovo troppo spesso a parlare con mamme lavoratrici che, pur essendo lavoratrici, pur sapendo di aver bisogno del servizio, non percepiscono l'importanza di questa attività. Per questo motivo vorrei ricordare alcuni aspetti di questa professione, seria ed importante tanto quanto quella delle insegnanti e pedagogiste che operano nel settore scolastico.
Prima di tutto vorrei ricordare che, in genere, si tende a pagare la baby-sitter in "nero", senza contributi, senza INPS, senza INAIL; io da anni ho provveduto a pagarmi una assicurazione antinfortunistica. Ma si potrebbe ovviare a questo inconveniente, permettendo anche di far emergere una lavoro altrimenti non controllato, facendo pagamenti regolari con i vauchers che comprendono una piccola percentuale di INPS e INAIL. I vauchers si possono tranquillamente ottenere richiedendoli presso qualsiasi sportello postale che li emette e li paga; basta consegnare il proprio codice fiscale e quello della baby-sitter e gli importi non dovranno essere scaricati o dichiarati poiché già registrati automaticamente. Le mamme lavoratrici hanno i contributi versati, quindi potrà essere vero che il costo della baby-sitter rischia di equiparare lo stipendio della mamma che richiede il servizio, ma la mamma del bimbo ha in più i contributi a fine pensionistico.
Le mamme lavoratrici usufruiscono di permessi, di malattia, di ferie retribuite mentre le baby-sitter non hanno nulla di tutto ciò; anzi, le baby-sitter lavorano soprattutto quando gli altri lavoratori fanno festa e non hanno nessuna copertura in caso di malattia.
Spesso le baby-sitter non hanno copertura assicurativa, intesa come copertura verso eventuali danni recati ai bimbi. Io ho stipulato una assicurazione appropriata che mi copre in caso di infortunio o danno nei riguardi dei bimbi. Pago un premio annuale abbastanza alto perché ho voluto una copertura certa e di un certo valore, nonostante la vita di un bimbo non possa avere un prezzo.
Io vedo nel mio paese le donne che fanno le baby-sitter; vedo che trascinano i bambini mentre vanno al super mercato a fare la propria spesa; vedo che non li fanno giocare e li portano spesso a casa propria per poter fare i lavori di casa propria. Certamente, chiedono solo 5€ all'ora, ben sapendo che comunque non si impegneranno troppo potendo continuare a fare le stesse cose di ogni giorno. Poi, però può accadere che comunque il ritorno economico non sia troppo soddisfacente e magari si negano negli impegni di poche ore per cercare impegni con un maggior numero di ore e poter, così, raggiungere una cifra soddisfacente. Così facendo, non si preoccupano di lasciare una mamma senza la persona di fiducia o il bambino senza la tata, a cui magari si è affezionato.
Io mi dedico completamente al bimbo/a che tengo; quando sono in paese, spesso li porto a casa mia per fare la merenda (compresa nel prezzo) o per fare laboratori (materiali a mio carico). Sono in grado di far fare i compiti fino alla terza media (alle superiori non mi spingo per metodi di studio troppo diversi da quelli che erano ai miei tempi); leggo e scrivo in francese e inglese, canto in inglese, suono la chitarra. Insomma, sono in grado di intrattenere bimbi piccoli e grandi senza farli stare davanti alla televisione, faccio attività ambientaliste ed animaliste.
Sono una scrittrice, ho pubblicato in dieci anni dieci libri, tra cui un romanzo storico in quattro volumi, e racconti tra cui una raccolta di racconti per bambini.
Ho viaggiato in Francia ed in Inghilterra.
Ho maturato anche troppe competenze, nei miei sessant'anni, che sono lieta di mettere al servizio dei bambini che stanno con me.
Sono auto munita, mi sposto tra il paese ed i paesi limitrofi senza difficoltà ed anche in città (Parma). In paese l'auto la uso anche per gli spostamenti dei bambini in palestra od altri luoghi che devono o vogliono frequentare, senza chiedere un centesimo di più.
Se tutto questo non vale i 10€ all'ora che chiedo, mi domando perché chi fa pulizie di casa o stira possa chiedere, invece, questo importo senza che nessuno protesti per la cifra.
Ho scritto questo post non per amore di polemica, ma per far riflettere su quello che si richiede a chi fa la baby-sitter; posso assicurare da parte mia tutta l'attenzione, tutto l'affetto, tutta la serietà che questa professione richiede.
L'unica cosa che io chiedo è che la mia professionalità sia riconosciuta, come è riconosciuta dall'Albo delle baby-sitter della Val d'Enza a cui sono iscritta; iscrizione che ha richiesto da parte mia la partecipazione costante al corso tenuto da pedagogisti e pediatri ed un tirocinio gratuito di tre settimane presso un nido di Sant'Ilario, oltre alla mia esperienza di mamma ed ormai decennale come baby-sitter.
E' ovvio che siamo in tempi di crisi; è obbligo, da parte delle famiglie, fare delle scelte oculate. Ma quando si parla di sicurezza dei propri cari (siano bambini o anziani; ho anche esperienza, infatti, come assistente domiciliare e ospedaliera) occorre valutare tutti i pro e i contro, prima di affidarli a chicchessia. Inoltre, ovviamente, la mia tariffa oraria scivola verso il basso in occasione di impegni giornalieri di un numero maggiore di ore, (in genere faccio una tariffa forfaittaria) proprio perché da mamma lavoratrice (lavoro ormai da quarant'anni) so che per lavorare in tranquillità occorre sapere il proprio bimbo/a sicuro, in mani esperte ed affettuose; occorre però che chi svolge l'attività sia anche una persona soddisfatta del proprio lavoro, soddisfatta anche dal punto di vista retributivo. Solo così si potranno avere delle baby-sitter professionali, senza avere il timore di doverle cambiare troppo frequentemente. I bambini potranno affezionarsi alla loro baby-sitter, che potrà così essere un vero punto di riferimento per i piccoli e gli adulti.
Mi ritrovo troppo spesso a parlare con mamme lavoratrici che, pur essendo lavoratrici, pur sapendo di aver bisogno del servizio, non percepiscono l'importanza di questa attività. Per questo motivo vorrei ricordare alcuni aspetti di questa professione, seria ed importante tanto quanto quella delle insegnanti e pedagogiste che operano nel settore scolastico.
Prima di tutto vorrei ricordare che, in genere, si tende a pagare la baby-sitter in "nero", senza contributi, senza INPS, senza INAIL; io da anni ho provveduto a pagarmi una assicurazione antinfortunistica. Ma si potrebbe ovviare a questo inconveniente, permettendo anche di far emergere una lavoro altrimenti non controllato, facendo pagamenti regolari con i vauchers che comprendono una piccola percentuale di INPS e INAIL. I vauchers si possono tranquillamente ottenere richiedendoli presso qualsiasi sportello postale che li emette e li paga; basta consegnare il proprio codice fiscale e quello della baby-sitter e gli importi non dovranno essere scaricati o dichiarati poiché già registrati automaticamente. Le mamme lavoratrici hanno i contributi versati, quindi potrà essere vero che il costo della baby-sitter rischia di equiparare lo stipendio della mamma che richiede il servizio, ma la mamma del bimbo ha in più i contributi a fine pensionistico.
Le mamme lavoratrici usufruiscono di permessi, di malattia, di ferie retribuite mentre le baby-sitter non hanno nulla di tutto ciò; anzi, le baby-sitter lavorano soprattutto quando gli altri lavoratori fanno festa e non hanno nessuna copertura in caso di malattia.
Spesso le baby-sitter non hanno copertura assicurativa, intesa come copertura verso eventuali danni recati ai bimbi. Io ho stipulato una assicurazione appropriata che mi copre in caso di infortunio o danno nei riguardi dei bimbi. Pago un premio annuale abbastanza alto perché ho voluto una copertura certa e di un certo valore, nonostante la vita di un bimbo non possa avere un prezzo.
Io vedo nel mio paese le donne che fanno le baby-sitter; vedo che trascinano i bambini mentre vanno al super mercato a fare la propria spesa; vedo che non li fanno giocare e li portano spesso a casa propria per poter fare i lavori di casa propria. Certamente, chiedono solo 5€ all'ora, ben sapendo che comunque non si impegneranno troppo potendo continuare a fare le stesse cose di ogni giorno. Poi, però può accadere che comunque il ritorno economico non sia troppo soddisfacente e magari si negano negli impegni di poche ore per cercare impegni con un maggior numero di ore e poter, così, raggiungere una cifra soddisfacente. Così facendo, non si preoccupano di lasciare una mamma senza la persona di fiducia o il bambino senza la tata, a cui magari si è affezionato.
Io mi dedico completamente al bimbo/a che tengo; quando sono in paese, spesso li porto a casa mia per fare la merenda (compresa nel prezzo) o per fare laboratori (materiali a mio carico). Sono in grado di far fare i compiti fino alla terza media (alle superiori non mi spingo per metodi di studio troppo diversi da quelli che erano ai miei tempi); leggo e scrivo in francese e inglese, canto in inglese, suono la chitarra. Insomma, sono in grado di intrattenere bimbi piccoli e grandi senza farli stare davanti alla televisione, faccio attività ambientaliste ed animaliste.
Sono una scrittrice, ho pubblicato in dieci anni dieci libri, tra cui un romanzo storico in quattro volumi, e racconti tra cui una raccolta di racconti per bambini.
Ho viaggiato in Francia ed in Inghilterra.
Ho maturato anche troppe competenze, nei miei sessant'anni, che sono lieta di mettere al servizio dei bambini che stanno con me.
Sono auto munita, mi sposto tra il paese ed i paesi limitrofi senza difficoltà ed anche in città (Parma). In paese l'auto la uso anche per gli spostamenti dei bambini in palestra od altri luoghi che devono o vogliono frequentare, senza chiedere un centesimo di più.
Se tutto questo non vale i 10€ all'ora che chiedo, mi domando perché chi fa pulizie di casa o stira possa chiedere, invece, questo importo senza che nessuno protesti per la cifra.
Ho scritto questo post non per amore di polemica, ma per far riflettere su quello che si richiede a chi fa la baby-sitter; posso assicurare da parte mia tutta l'attenzione, tutto l'affetto, tutta la serietà che questa professione richiede.
L'unica cosa che io chiedo è che la mia professionalità sia riconosciuta, come è riconosciuta dall'Albo delle baby-sitter della Val d'Enza a cui sono iscritta; iscrizione che ha richiesto da parte mia la partecipazione costante al corso tenuto da pedagogisti e pediatri ed un tirocinio gratuito di tre settimane presso un nido di Sant'Ilario, oltre alla mia esperienza di mamma ed ormai decennale come baby-sitter.
E' ovvio che siamo in tempi di crisi; è obbligo, da parte delle famiglie, fare delle scelte oculate. Ma quando si parla di sicurezza dei propri cari (siano bambini o anziani; ho anche esperienza, infatti, come assistente domiciliare e ospedaliera) occorre valutare tutti i pro e i contro, prima di affidarli a chicchessia. Inoltre, ovviamente, la mia tariffa oraria scivola verso il basso in occasione di impegni giornalieri di un numero maggiore di ore, (in genere faccio una tariffa forfaittaria) proprio perché da mamma lavoratrice (lavoro ormai da quarant'anni) so che per lavorare in tranquillità occorre sapere il proprio bimbo/a sicuro, in mani esperte ed affettuose; occorre però che chi svolge l'attività sia anche una persona soddisfatta del proprio lavoro, soddisfatta anche dal punto di vista retributivo. Solo così si potranno avere delle baby-sitter professionali, senza avere il timore di doverle cambiare troppo frequentemente. I bambini potranno affezionarsi alla loro baby-sitter, che potrà così essere un vero punto di riferimento per i piccoli e gli adulti.
martedì 10 marzo 2015
La valigia della Luna
Carissimi amici,
oggi vi informo che sta iniziando un nuovo progetto con la collaborazione di Arc-en-Ciel che si chiamerà "La valigia della Luna"; ci proponiamo infatti di portare ai bimbi storie raccontate e animate da noi.
Di seguito troverete tutte le informazioni a riguardo.
Buona lettura!
Liliana
***
“La valigia della Luna” nasce grazie ad “Arc-en-Ciel” e “Progetto Koala” nel Febbraio 2015 per portare nelle scuole e nei luoghi frequentati dai bambini storie e favole lette e animate da Liliana Zampella e Sara Bernini.
L’intento è quello di far passare delle ore piacevoli ai bimbi nelle ore scolastiche ed anche ai genitori in eventi pomeridiani e serali facendo avvicinare alla lettura grandi e piccoli, divertendo e trasmettendo messaggi eticamente corretti, per una convivenza collettiva armoniosa.
Nel progetto Liliana e Sara sceglieranno favole e storie che trasmettano il principio del rispetto verso gli altri: persone, ambiente, animali e cose che ci circondano.
Liliana e Sara saranno disponibili per letture in occasione di eventi con temi stabiliti dalle scuole stesse, che siano coerenti con i principi del progetto; saranno disponibili anche per intrattenimento, sempre attraverso letture animate, in occasione di feste di compleanno ecc.
I nostri contatti:
Blog
del progetto: https://lavaligiadellaluna.wordpress.com
E-mail:
info.progettoarcenciel@gmail.com
0522-678993
3384317565 (Liliana)
3429326810 (Sara)
N.B. Il logo di “La valigia della Luna” è stato progettato e realizzato da Sara Bernini, www.sarahdeglispiriti.com
venerdì 31 ottobre 2014
NUOVI PROGETTI
L'autunno porta con sé nuove notizie e nuove opportunità, infatti collaboro con il Centro Koan di S. Ilario; chi volesse partecipare ai corsi interessanti proposti dal Centro Koan ma non sapesse a chi affidare il proprio figlio, può trovare il servizio di baby-sitter nel centro stesso non dovendosi più preoccupare di dover correre via per recuperare il bimbo.
Corsi, per-corsi, ambulatori medici tradizionali ed olistici possono così essere fruiti anche da chi ha i bimbi piccoli o piccolissimi.
L'esperienza di Progetto Koala è al vostro servizio, in un ambiente caldo, accogliente, protetto.
Vi aspetto numerosi ed aggiornati sulle tante opportunità di incontro che il Centro Koan è lieto di proporvi.
Corsi, per-corsi, ambulatori medici tradizionali ed olistici possono così essere fruiti anche da chi ha i bimbi piccoli o piccolissimi.
L'esperienza di Progetto Koala è al vostro servizio, in un ambiente caldo, accogliente, protetto.
Vi aspetto numerosi ed aggiornati sulle tante opportunità di incontro che il Centro Koan è lieto di proporvi.
venerdì 19 settembre 2014
Autunno
Ho iniziato l'autunno andando un'oretta da due bei tipetti, Alessandro e Mario.
Due maschietti molto bravi e più maturi della loro età. Alessandro fa la seconda a tempo pieno, ma in questi tre giorni di scuola ho potuto vedere i suoi quaderni, ordinati, con una scrittura già minuta e perfetta.
Mario ha quasi quattro anni ed ha iniziato già la permanenza in asilo nel pomeriggio.
Abbiamo fatto dei giochi da grandi, negli ultimi giorni di vacanza, come Risiko e Monopoli, ma abbiamo anche letto dei libri.
Anche in poco tempo, volendo, si possono fare tante cose con i bambini, si può parlare, si possono spiegare i misteri dell'universo ...
Alessandro e Mario: buon anno scolastico!!!
Due maschietti molto bravi e più maturi della loro età. Alessandro fa la seconda a tempo pieno, ma in questi tre giorni di scuola ho potuto vedere i suoi quaderni, ordinati, con una scrittura già minuta e perfetta.
Mario ha quasi quattro anni ed ha iniziato già la permanenza in asilo nel pomeriggio.
Abbiamo fatto dei giochi da grandi, negli ultimi giorni di vacanza, come Risiko e Monopoli, ma abbiamo anche letto dei libri.
Anche in poco tempo, volendo, si possono fare tante cose con i bambini, si può parlare, si possono spiegare i misteri dell'universo ...
Alessandro e Mario: buon anno scolastico!!!
mercoledì 3 settembre 2014
Nuova esperienza
Da due giorni sto facendo un'esperienza di un'ora al giorno, che durerà solo tre settimane, con due fratellini, uno di sei e l'altro di tre anni.
In soli due giorni, ho già avuto modo di capire quanto siano perspicaci questi due bimbi; sono molto maturi per la loro età e pur essendo maschietti sono tranquilli e ragionevoli. Sin dal primo giorno, era stato stabilito con la mamma che il grande avrebbe potuto essere "libero" di fare ciò che più lo attirava mentre con il piccolo mi sarei dedicata a fargli passare quell'ora leggendo e giocando. Ma il grande pare interessato ad interagire con me e quindi, con il fratellino, concorda il gioco o il passatempo. Così abbiamo già letto quattro libri, giocato a Monopoli e provato a giocare a Risiko; ieri ha tirato fuori un mappamondo che non avevo mai visto che, schiacciando dei tasti, fa sentire le canzoncine dei paesi ma soprattutto dà delle notizie. Ma sono arrivate, da parte del più grandicello, domande su geografia, sull'equatore. Mi sono sentita dire: quante cose sai! Ho risposta che sono andata a scuola tanti anni più di lui (fa solo la prima) e mi ha risposto: I miei genitori queste cose non le sanno! Certo che le sanno, ho risposto. Ma, questo lo dico fra noi, probabilmente i genitori che lavorano in una fabbrica quando tornano a casa hanno poco tempo per rispondere a tutte le domande.
Ecco, così affiora, anche se per il poco tempo che passerò con questi bimbi, l'aspetto importante della qualità del tempo che si passa con i bambini. Anche se solo per un'ora, c'è tempo per spiegare, per parlare; basterebbe veramente molto poco per permettere ai bambini di crescere ed evolversi.
Comunque, devo riconoscere che, nonostante il lavoro stancante, questi genitori hanno fatto, fin qui e credo riusciranno a fare anche più in là nel tempo, un buon lavoro: due maschietti così attenti (anche il piccolo, molto silenzioso segue con attenzione gli interessi del fratello maggiore) e curiosi evidentemente hanno delle buone basi per crescere bene.
In soli due giorni, ho già avuto modo di capire quanto siano perspicaci questi due bimbi; sono molto maturi per la loro età e pur essendo maschietti sono tranquilli e ragionevoli. Sin dal primo giorno, era stato stabilito con la mamma che il grande avrebbe potuto essere "libero" di fare ciò che più lo attirava mentre con il piccolo mi sarei dedicata a fargli passare quell'ora leggendo e giocando. Ma il grande pare interessato ad interagire con me e quindi, con il fratellino, concorda il gioco o il passatempo. Così abbiamo già letto quattro libri, giocato a Monopoli e provato a giocare a Risiko; ieri ha tirato fuori un mappamondo che non avevo mai visto che, schiacciando dei tasti, fa sentire le canzoncine dei paesi ma soprattutto dà delle notizie. Ma sono arrivate, da parte del più grandicello, domande su geografia, sull'equatore. Mi sono sentita dire: quante cose sai! Ho risposta che sono andata a scuola tanti anni più di lui (fa solo la prima) e mi ha risposto: I miei genitori queste cose non le sanno! Certo che le sanno, ho risposto. Ma, questo lo dico fra noi, probabilmente i genitori che lavorano in una fabbrica quando tornano a casa hanno poco tempo per rispondere a tutte le domande.
Ecco, così affiora, anche se per il poco tempo che passerò con questi bimbi, l'aspetto importante della qualità del tempo che si passa con i bambini. Anche se solo per un'ora, c'è tempo per spiegare, per parlare; basterebbe veramente molto poco per permettere ai bambini di crescere ed evolversi.
Comunque, devo riconoscere che, nonostante il lavoro stancante, questi genitori hanno fatto, fin qui e credo riusciranno a fare anche più in là nel tempo, un buon lavoro: due maschietti così attenti (anche il piccolo, molto silenzioso segue con attenzione gli interessi del fratello maggiore) e curiosi evidentemente hanno delle buone basi per crescere bene.
domenica 31 agosto 2014
Una Gemelli e due gemelle
Ci siamo riviste il 26, dopo le ferie; nonostante fossero passati tanti giorni senza vedermi, Sara e Giulia non sono state affatto sorprese nel trovare me, al risveglio, al posto della mamma e del papà.
La giornata è passata come sempre facendo colazione, poi l'uscita al parco. E' stato magnifico provare a fare ginnastica con le bimbe ed un po' di meditazione dicendo: Ooooommmmm. Se avessi avuto la cinepresa, sarebbe stato magnifico riprendere queste due bimbe mentre, sorprese dal fatto che il mio OM fosse tenuto molto lungo, cercavano di capire da dove veniva il fiato. I loro vocalizzi erano semplicemente favolosi, la loro postura seduta ordinata e precisa.
Questa bella esperienza si è conclusa giovedì 28/8.
Mi auguro che rimanga nel loro cuore e nella loro mente il ricordo della tata Lilly che si chiama come una cagnolina piccola piccola conosciuta proprio negli ultimi giorni e che sia un bel ricordo.
A me certamente rimarranno sempre nel cuore queste due piccoline ed i loro genitori, sempre presenti ed attenti nell'ascoltare le nuove esperienze delle loro bimbe.
La giornata è passata come sempre facendo colazione, poi l'uscita al parco. E' stato magnifico provare a fare ginnastica con le bimbe ed un po' di meditazione dicendo: Ooooommmmm. Se avessi avuto la cinepresa, sarebbe stato magnifico riprendere queste due bimbe mentre, sorprese dal fatto che il mio OM fosse tenuto molto lungo, cercavano di capire da dove veniva il fiato. I loro vocalizzi erano semplicemente favolosi, la loro postura seduta ordinata e precisa.
Questa bella esperienza si è conclusa giovedì 28/8.
Mi auguro che rimanga nel loro cuore e nella loro mente il ricordo della tata Lilly che si chiama come una cagnolina piccola piccola conosciuta proprio negli ultimi giorni e che sia un bel ricordo.
A me certamente rimarranno sempre nel cuore queste due piccoline ed i loro genitori, sempre presenti ed attenti nell'ascoltare le nuove esperienze delle loro bimbe.
mercoledì 6 agosto 2014
Una Gemelli e due gemelle - continua.
Anche questa mattina la sveglia con i rumori della strada: questa volta Sara è stata la prima ad aprire gli occhi mentre Giulia si è concessa venti minuti in più. Allora ho dato il biberon di latte a Sara e poi, quando Giulia si è svegliata, mezzo plum cake con gocce di cioccolato. Poi, vestite e via, alle nove e trenta al parco. Un'ora e mezza all'aperto; un primo giro sul passeggino in cerca del cigno, dei cani, dei bimbi. Ormai tutte le persone anziane che frequentano il parco le conoscono e loro: tao ... salutano.
Dopo il primo giro, le ho lasciate libere sul campo da basket; avevo portato la palla e Giulia ci gioca perfettamente a calcio. Sara corre e rincorre la sorella, inciampa nella palla, ma si sono divertite da matti.
Il campo è ottimo, pavimentato, sicuro, tutto recintato, un posto perfetto per farle giocare e correre senza pericoli.
Poi, quando hanno iniziato a cercare vie di fuga, le ho lasciate libere di correre per il parco. L'unico pericolo è qualche sporadica bicicletta; è veramente divertente vederle correre avanti ed indietro, chiamandosi, aspettandosi.
Giulia raccoglie sempre tutto da terra ed a volte ha ragione: una lattina, un vasetto di yogurt ... presi e gettati nel cestino. Pare abbia già il senso da ambientalista .... ma comunque è da controllare, vede le cose anche le più piccole e cerca di ... assaggiarle. Sara è meno interessata a ciò che è in terra, troppo occupata a correre e non inciampare.
Verso le undici ho chiesto se volevano mangiare la banana che avevo preso da casa: entusiaste!
Allora abbiamo disinfettato le manine, asciugate e le ho sedute sulla panchina: mezza banana ed un po' d'acqua e poi ... via, a correre ancora.
Quando è stato ora di andare a casa si sono sedute sul passeggino senza fare resistenza, stanche ed accaldate come erano.
In casa subito spogliate per lasciarle belle libere e Giulia si è diretta subito al tavolo a prendere i libri.
Abbiamo letto i libri, sentito le canzoncine di due giochi meravigliosi interattivi ma Sara mostrava già stanchezza: voglia di stare in braccio e qualche pianto in più rispetto al solito.
Quando si è avvicinata al seggiolone ed a chiesto pappa, ho messo su l'acqua per la pasta e preparato il secondo; quando sono molto stanche, do da mangiare prima il secondo intanto che finisce di cuocere la pasta. Sono due bimbe che mangiano tutto: Sara mangiando perfettamente anche da sola (ma ama molto essere imboccata e si avvicina alla posata che tengo io dicendo AAHHMMMMM!); Giulia prende in mano il mangiare e poi mangia dalla posata che tengo io. Sotto il seggiolone di Giulia c'è sempre qualche resto scappato, mentre sotto il seggiolone di Sara c'è quasi il pavimento pulito.
Finito di mangiare, sono ansiose di togliere il tovagliolo e di farsi pulire le manine e la bocca; prendono anche lo straccetto e puliscono il loro seggiolone. Io devo essere veloce a togliere i resti da terra altrimenti, una volta tirate giù dal seggiolone, mangerebbero pure quelli.
Mentre digeriscono il pasto e fanno un po' di lettura o di lotta, io pulisco.
Oggi non c'erano molti giochi in giro, solo i libri; altrimenti, chiedo loro di mettere a posto tutti i giochi prima di andare a nanna.
Ci siamo sedute sul divano, ho cantato qualche canzoncina a cantilena: qualcuna in italiano come "La fiera dell'est", "Per fare un tavolo"; e qualcuna in francese che, dolcemente, le ha rilassate.
Sara quasi si addormentava in braccio. Ormai era il momento della nanna.
"Bimbe, andiamo a nanna?".
Giulia con in braccio Baluga e Sara con Macchia si sono dirette in cameretta e ... oplà, una e due a letto!
Mi salutano: "Tao tao!"
Un bacino in fronte a ciascuna, chiusa la porta e ... buona nanna!
Iniziano le ferie e ci vedremo alla fine del mese, non so se per qualche giorno soltanto ... ma queste bimbe mi stanno insegnando tanto e rimarranno nelle esperienze più belle della mia vita.
Dopo il primo giro, le ho lasciate libere sul campo da basket; avevo portato la palla e Giulia ci gioca perfettamente a calcio. Sara corre e rincorre la sorella, inciampa nella palla, ma si sono divertite da matti.
Il campo è ottimo, pavimentato, sicuro, tutto recintato, un posto perfetto per farle giocare e correre senza pericoli.
Poi, quando hanno iniziato a cercare vie di fuga, le ho lasciate libere di correre per il parco. L'unico pericolo è qualche sporadica bicicletta; è veramente divertente vederle correre avanti ed indietro, chiamandosi, aspettandosi.
Giulia raccoglie sempre tutto da terra ed a volte ha ragione: una lattina, un vasetto di yogurt ... presi e gettati nel cestino. Pare abbia già il senso da ambientalista .... ma comunque è da controllare, vede le cose anche le più piccole e cerca di ... assaggiarle. Sara è meno interessata a ciò che è in terra, troppo occupata a correre e non inciampare.
Verso le undici ho chiesto se volevano mangiare la banana che avevo preso da casa: entusiaste!
Allora abbiamo disinfettato le manine, asciugate e le ho sedute sulla panchina: mezza banana ed un po' d'acqua e poi ... via, a correre ancora.
Quando è stato ora di andare a casa si sono sedute sul passeggino senza fare resistenza, stanche ed accaldate come erano.
In casa subito spogliate per lasciarle belle libere e Giulia si è diretta subito al tavolo a prendere i libri.
Abbiamo letto i libri, sentito le canzoncine di due giochi meravigliosi interattivi ma Sara mostrava già stanchezza: voglia di stare in braccio e qualche pianto in più rispetto al solito.
Quando si è avvicinata al seggiolone ed a chiesto pappa, ho messo su l'acqua per la pasta e preparato il secondo; quando sono molto stanche, do da mangiare prima il secondo intanto che finisce di cuocere la pasta. Sono due bimbe che mangiano tutto: Sara mangiando perfettamente anche da sola (ma ama molto essere imboccata e si avvicina alla posata che tengo io dicendo AAHHMMMMM!); Giulia prende in mano il mangiare e poi mangia dalla posata che tengo io. Sotto il seggiolone di Giulia c'è sempre qualche resto scappato, mentre sotto il seggiolone di Sara c'è quasi il pavimento pulito.
Finito di mangiare, sono ansiose di togliere il tovagliolo e di farsi pulire le manine e la bocca; prendono anche lo straccetto e puliscono il loro seggiolone. Io devo essere veloce a togliere i resti da terra altrimenti, una volta tirate giù dal seggiolone, mangerebbero pure quelli.
Mentre digeriscono il pasto e fanno un po' di lettura o di lotta, io pulisco.
Oggi non c'erano molti giochi in giro, solo i libri; altrimenti, chiedo loro di mettere a posto tutti i giochi prima di andare a nanna.
Ci siamo sedute sul divano, ho cantato qualche canzoncina a cantilena: qualcuna in italiano come "La fiera dell'est", "Per fare un tavolo"; e qualcuna in francese che, dolcemente, le ha rilassate.
Sara quasi si addormentava in braccio. Ormai era il momento della nanna.
"Bimbe, andiamo a nanna?".
Giulia con in braccio Baluga e Sara con Macchia si sono dirette in cameretta e ... oplà, una e due a letto!
Mi salutano: "Tao tao!"
Un bacino in fronte a ciascuna, chiusa la porta e ... buona nanna!
Iniziano le ferie e ci vedremo alla fine del mese, non so se per qualche giorno soltanto ... ma queste bimbe mi stanno insegnando tanto e rimarranno nelle esperienze più belle della mia vita.
martedì 5 agosto 2014
Una Gemelli e due gemelle ... continua ...
I cambiamenti delle due gemelline proseguono a passi levati ed è veramente tenero notare come stia crescendo anche il rapporto fra loro due.
Questa mattina la giornata è iniziata svegliandole piano piano; avrebbero continuato a dormire, ma aprendo la porta e lasciando entrare nella loro cameretta i rumori della giornata, si sono svegliate. La prima ad aprire gli occhi è sempre Giulia, che è immediatamente "operativa"; Sara ci impiega sempre qualche minuto in più e protesta perché non vorrebbe alzarsi. Giulia, che era ormai fuori dal suo lettino, si è avvicinata al lettino della sorella a braccia alzate, chiamandola e facendo il gesto di prenderla lei in braccio.
La scena mi ha fatto sorridere ed ho chiesto a Giulia: "Vuoi prendere tu in braccio Sara?".
Giulia non si è per nulla scoraggiata ed ha insistito con le braccia alzate. E' stato molto carino ...
Quando sono molto stanche, si fronteggiano con una lotta "greco-romana" non sempre gentile ... però se una soccombe, l'altra le porge la manina per aiutarla a rialzarsi. Oggi Giulia ha capitombolato, rotolando su se stessa, per fortuna senza battere la testa; Sara le è andata vicina e le ha porto la manina mentre con l'altra le massaggiava la schiena.
Quando una tossisce, l'altra le dà le pacche sulla schiena come hanno visto che faccio io; poi si guardano come per dire: "tutto bene?".
Sara sta aumentando il suo vocabolario: ippo, palla, cacca, cocco ... riconosce tutti i versi degli animali e li imita. Giulia ha aggiunto: pappe, pepè (scarpe).
Anche Giulia riconosce i versi degli animali e li imita; ancora, però, ha difficoltà a mangiare con il cucchiaio, che spesso usa al contrario, mentre Sara padroneggia perfettamente sia cucchiaio che forchetta.
Giulia ancora assaggia tutto con la bocca, anche quello che non dovrebbe mangiare: "mangia" i dorsi dei libri, ogni tanto cerca di assaggiare un pezzo della sorella come questa mattina che cercava di masticare un alluce di Sara sul passeggino. Giulia è incuriosita dai bottoni, che sistematicamente sgancia e cerca di staccarli con quei dentini voraci. L'altro giorno ha cercato di staccare il naso, ricamato, del suo pelouche preferito ed è riuscita a staccare un occhio da una rana di pezza, cosa pericolosissima. Ho pensato che il pupazzo non fosse fatto a regola d'arte ed a prova di bambino ma, provando a staccare l'altro occhio, ho dovuto rinunciarci ... non so davvero come abbia fatto con i suoi dentini a staccarne uno.
I bambini sono imprevedibili, davvero!
Al parco, poiché è uscito il sole ed i prati erano, comunque, disponibili, le ho lasciate libere di scorazzare. Ovviamente, una va da una parte ed una dall'altra! A volte dicendo: "Qua, qua ..." come mamma anatra riesco a farmi seguire, altre volte ... devo desistere e devo seguire io loro. Non c'è problema, prendo il passeggino e via, alla rincorsa. Non amano camminare sull'erba, sentono il "fastidio" della rugiada, delle zolle di terra, ma sul sentiero vanno spedite. Occorre avere mille occhi perché Giulia raccoglie tutto quello che vede. Il pericolo è che metta in bocca quello che raccoglie. Il più delle volte, però, è per buttare via. Credo che siano consapevoli del fatto che in terra certe cose non dovrebbero esserci, come carte o rifiuti.
Sono attirate da cani, gatti, merli, farfalle ...fafalla ... dice Giulia e via a cantare "Farfallina bella bianca... " mentre loro imitano il gesto che io faccio del volo della farfalla.
"Co iè?" chiede Giulia ed allora ascoltiamo tutti i rumori: l'uomo che taglia l'erba ... e cerchiamo il taglia erba; le cicale che cantano ... i merli che fischiano ... i cani che abbaiano .. l'aereo ... l'automobile, i bimbi che giocano.
Sara ascolta e registra tutto, corrucciando le sopracciglia. Non è facile imparare a parlare usando i termini propri; uso pochissimo, anzi per nulla le parole onomatopeiche e se le uso è solo per far comprendere meglio la differenza tra il brum brum dell'automobile e quello della moto.
Anche il passeggino è brum brum poiché avendo un manubrio - volante ed essendo molto ingombrante lo guido come una automobile e loro si divertono alle mie manovre.
I suoni, le parole onomatopeiche, servono per entrare in comunicazione con i bimbi di questa età ma io non amo usarle e non uso parole storpiate.
Le canzoncine che cantiamo sono in italiano ed in francese, lingua che risulta molto dolce e le affascina molto. A Sara piace molto la canzone del "Leone addormentato" e la richiede facendo il ruggito del leone ed andando a prendere il leone del teatrino da infilare nel dito. Sara e Giulia oggi cantavano con me facendo il coro: uuuhhh, uuuu uiam!
Continua .....
Questa mattina la giornata è iniziata svegliandole piano piano; avrebbero continuato a dormire, ma aprendo la porta e lasciando entrare nella loro cameretta i rumori della giornata, si sono svegliate. La prima ad aprire gli occhi è sempre Giulia, che è immediatamente "operativa"; Sara ci impiega sempre qualche minuto in più e protesta perché non vorrebbe alzarsi. Giulia, che era ormai fuori dal suo lettino, si è avvicinata al lettino della sorella a braccia alzate, chiamandola e facendo il gesto di prenderla lei in braccio.
La scena mi ha fatto sorridere ed ho chiesto a Giulia: "Vuoi prendere tu in braccio Sara?".
Giulia non si è per nulla scoraggiata ed ha insistito con le braccia alzate. E' stato molto carino ...
Quando sono molto stanche, si fronteggiano con una lotta "greco-romana" non sempre gentile ... però se una soccombe, l'altra le porge la manina per aiutarla a rialzarsi. Oggi Giulia ha capitombolato, rotolando su se stessa, per fortuna senza battere la testa; Sara le è andata vicina e le ha porto la manina mentre con l'altra le massaggiava la schiena.
Quando una tossisce, l'altra le dà le pacche sulla schiena come hanno visto che faccio io; poi si guardano come per dire: "tutto bene?".
Sara sta aumentando il suo vocabolario: ippo, palla, cacca, cocco ... riconosce tutti i versi degli animali e li imita. Giulia ha aggiunto: pappe, pepè (scarpe).
Anche Giulia riconosce i versi degli animali e li imita; ancora, però, ha difficoltà a mangiare con il cucchiaio, che spesso usa al contrario, mentre Sara padroneggia perfettamente sia cucchiaio che forchetta.
Giulia ancora assaggia tutto con la bocca, anche quello che non dovrebbe mangiare: "mangia" i dorsi dei libri, ogni tanto cerca di assaggiare un pezzo della sorella come questa mattina che cercava di masticare un alluce di Sara sul passeggino. Giulia è incuriosita dai bottoni, che sistematicamente sgancia e cerca di staccarli con quei dentini voraci. L'altro giorno ha cercato di staccare il naso, ricamato, del suo pelouche preferito ed è riuscita a staccare un occhio da una rana di pezza, cosa pericolosissima. Ho pensato che il pupazzo non fosse fatto a regola d'arte ed a prova di bambino ma, provando a staccare l'altro occhio, ho dovuto rinunciarci ... non so davvero come abbia fatto con i suoi dentini a staccarne uno.
I bambini sono imprevedibili, davvero!
Al parco, poiché è uscito il sole ed i prati erano, comunque, disponibili, le ho lasciate libere di scorazzare. Ovviamente, una va da una parte ed una dall'altra! A volte dicendo: "Qua, qua ..." come mamma anatra riesco a farmi seguire, altre volte ... devo desistere e devo seguire io loro. Non c'è problema, prendo il passeggino e via, alla rincorsa. Non amano camminare sull'erba, sentono il "fastidio" della rugiada, delle zolle di terra, ma sul sentiero vanno spedite. Occorre avere mille occhi perché Giulia raccoglie tutto quello che vede. Il pericolo è che metta in bocca quello che raccoglie. Il più delle volte, però, è per buttare via. Credo che siano consapevoli del fatto che in terra certe cose non dovrebbero esserci, come carte o rifiuti.
Sono attirate da cani, gatti, merli, farfalle ...fafalla ... dice Giulia e via a cantare "Farfallina bella bianca... " mentre loro imitano il gesto che io faccio del volo della farfalla.
"Co iè?" chiede Giulia ed allora ascoltiamo tutti i rumori: l'uomo che taglia l'erba ... e cerchiamo il taglia erba; le cicale che cantano ... i merli che fischiano ... i cani che abbaiano .. l'aereo ... l'automobile, i bimbi che giocano.
Sara ascolta e registra tutto, corrucciando le sopracciglia. Non è facile imparare a parlare usando i termini propri; uso pochissimo, anzi per nulla le parole onomatopeiche e se le uso è solo per far comprendere meglio la differenza tra il brum brum dell'automobile e quello della moto.
Anche il passeggino è brum brum poiché avendo un manubrio - volante ed essendo molto ingombrante lo guido come una automobile e loro si divertono alle mie manovre.
I suoni, le parole onomatopeiche, servono per entrare in comunicazione con i bimbi di questa età ma io non amo usarle e non uso parole storpiate.
Le canzoncine che cantiamo sono in italiano ed in francese, lingua che risulta molto dolce e le affascina molto. A Sara piace molto la canzone del "Leone addormentato" e la richiede facendo il ruggito del leone ed andando a prendere il leone del teatrino da infilare nel dito. Sara e Giulia oggi cantavano con me facendo il coro: uuuhhh, uuuu uiam!
Continua .....
lunedì 21 luglio 2014
Una Gemelli e due gemelle - continua
Oggi Sara e Giulia si sono prese per mano e, per benino, hanno girato casa facendo il girotondo. Fino all'altro ieri si prendevano la mano malamente, incrociandosi; oggi, invece, una di fronte all'altra, mano nella mano hanno fatto il cerchio. Io cantavo e loro ... tutti giù per terra!
Sara parlotta tanto anche lei e dice parole magiche mentre "fa finta" di leggere.
Giulia quando vede sul libro di Peppa Pig una locomotiva imita il gesto che faccio per fare il treno: ciuf-ciuf!!
Ogni giorno c'è qualcosa di nuovo con queste due bamboline!
Girano per caso tenendo in testa come cappello i contenitori di plastica della frutta; li ho dovuti togliere perché sudavano tantissimo, ma loro si divertono un mondo con quei cappelli ...
Sara parlotta tanto anche lei e dice parole magiche mentre "fa finta" di leggere.
Giulia quando vede sul libro di Peppa Pig una locomotiva imita il gesto che faccio per fare il treno: ciuf-ciuf!!
Ogni giorno c'è qualcosa di nuovo con queste due bamboline!
Girano per caso tenendo in testa come cappello i contenitori di plastica della frutta; li ho dovuti togliere perché sudavano tantissimo, ma loro si divertono un mondo con quei cappelli ...
mercoledì 9 luglio 2014
Una Gemelli e due gemelle
E' appassionante vedere i cambiamenti dei bambini che crescono ed è maggiormente appassionante quando si tratta di gemelli.
Aver a che fare con due esserini che, contemporaneamente, hanno i medesimi bisogni può risultare "sconvolgente": Sara e Giulia camminano da sole ed è tutta una corsa e rincorsa ovviamente in direzioni opposte. Ma i loro caratteri così diversi permettono una osservazione molto interessante.
Sara è una attenta ascoltatrice, ama fare le costruzioni, ama le formine ed è molto attenta nel metterle al posto giusto. Al suono della musica e delle canzoncine, balla e prende il suo amico di pezza preferito e lo fa ballare; gli prende le due manine e gli fa fare girotondo. Quando è ora di mangiare la pappa o la merenda guarda prima quello che fa Giulia e spesso se Giulia non gradisce quello che si propone anche Sara non lo mangia. Ma il cibo, da Sara, viene gustato: lentamente, masticando con attenzione ogni boccone, provando ad usare le posate.
Giulia è un vulcano, sempre sorridente e quando fa i capricci, pochi, si vede che fa finta; quindi è una grande attrice. Parlotta parecchio; dice "don don" per avere il suono del Big Ben, dice una parola che assomiglia a "fra" per dirmi che vuole "fra Martino"; muove le manine per la canzoncina della farfallina bianca. Le costruzioni le distrugge, i libri li sfoglia freneticamente, mentre Sara imita il segno del ditino per seguire le paroline e si sofferma molto sulle figure. Giulia, il cibo, quando sta bene, lo divora prendendolo con le manine e qualche volta "ruba" qualche pezzettino a Sara.
Insieme giocano a nascondino, gioco che piace molto: una va dentro alla tenda, l'altra fuori e si chiamano: tata ... cucù!
Sono entrambe molto musicali, ballano tanto ed ascoltano attentamente tutte le canzoni, anche quelle in francese.
Quando è il momento di salutarmi, Sara non saluta; Giulia fa ciao e ieri mi ha lanciato un bacino con la manina e poi è tornata ed ha voluto abbracciarmi.
Paroline che dicono: Nonna, mamma, papà, bimbi, tata, brum brum, memè (merli), pappa, cacca, pipì.
Potrebbero essere pronte per provare a stare senza pannolino perché alla mattina mi è capitato di cambiarle buttando il pannolino asciutto.
Ma per questi cambiamenti un po' impegnativi c'è tempo.
Aver a che fare con due esserini che, contemporaneamente, hanno i medesimi bisogni può risultare "sconvolgente": Sara e Giulia camminano da sole ed è tutta una corsa e rincorsa ovviamente in direzioni opposte. Ma i loro caratteri così diversi permettono una osservazione molto interessante.
Sara è una attenta ascoltatrice, ama fare le costruzioni, ama le formine ed è molto attenta nel metterle al posto giusto. Al suono della musica e delle canzoncine, balla e prende il suo amico di pezza preferito e lo fa ballare; gli prende le due manine e gli fa fare girotondo. Quando è ora di mangiare la pappa o la merenda guarda prima quello che fa Giulia e spesso se Giulia non gradisce quello che si propone anche Sara non lo mangia. Ma il cibo, da Sara, viene gustato: lentamente, masticando con attenzione ogni boccone, provando ad usare le posate.
Giulia è un vulcano, sempre sorridente e quando fa i capricci, pochi, si vede che fa finta; quindi è una grande attrice. Parlotta parecchio; dice "don don" per avere il suono del Big Ben, dice una parola che assomiglia a "fra" per dirmi che vuole "fra Martino"; muove le manine per la canzoncina della farfallina bianca. Le costruzioni le distrugge, i libri li sfoglia freneticamente, mentre Sara imita il segno del ditino per seguire le paroline e si sofferma molto sulle figure. Giulia, il cibo, quando sta bene, lo divora prendendolo con le manine e qualche volta "ruba" qualche pezzettino a Sara.
Insieme giocano a nascondino, gioco che piace molto: una va dentro alla tenda, l'altra fuori e si chiamano: tata ... cucù!
Sono entrambe molto musicali, ballano tanto ed ascoltano attentamente tutte le canzoni, anche quelle in francese.
Quando è il momento di salutarmi, Sara non saluta; Giulia fa ciao e ieri mi ha lanciato un bacino con la manina e poi è tornata ed ha voluto abbracciarmi.
Paroline che dicono: Nonna, mamma, papà, bimbi, tata, brum brum, memè (merli), pappa, cacca, pipì.
Potrebbero essere pronte per provare a stare senza pannolino perché alla mattina mi è capitato di cambiarle buttando il pannolino asciutto.
Ma per questi cambiamenti un po' impegnativi c'è tempo.
domenica 29 giugno 2014
Si ricomincia!!!
Progetto Koala è rimasto inattivo per un anno.
La crisi colpisce duramente le famiglie che cercano di fare a meno della baby-sitter.
Ciò nonostante, chi non ha i nonni a cui poter chiedere aiuto, prima o poi deve rivolgersi a persone come me, che cercano di dare questo servizio con tutta la passione e l'amore possibile.
Quindi si ricomincia con due gemelline di circa diciassette mesi: Sara e Giulia.
Sono un po' distante poiché non abitano qui in paese, ma è una distanza che si copre in una ventina di minuti.
Faranno parte della sezione delle Coccinelle.
Camminano tutte e due e quindi c'è da correre; inoltre le esigenze sono in contemporanea e quindi occorre una organizzazione sistematica e puntuale.
Spero di riuscire ad accontentare i genitori ed a rendere la mia vicinanza piacevole alle due piccoline.
BEN VENUTE NEL MONDO DI PROGETTO KOALA!!!
La crisi colpisce duramente le famiglie che cercano di fare a meno della baby-sitter.
Ciò nonostante, chi non ha i nonni a cui poter chiedere aiuto, prima o poi deve rivolgersi a persone come me, che cercano di dare questo servizio con tutta la passione e l'amore possibile.
Quindi si ricomincia con due gemelline di circa diciassette mesi: Sara e Giulia.
Sono un po' distante poiché non abitano qui in paese, ma è una distanza che si copre in una ventina di minuti.
Faranno parte della sezione delle Coccinelle.
Camminano tutte e due e quindi c'è da correre; inoltre le esigenze sono in contemporanea e quindi occorre una organizzazione sistematica e puntuale.
Spero di riuscire ad accontentare i genitori ed a rendere la mia vicinanza piacevole alle due piccoline.
BEN VENUTE NEL MONDO DI PROGETTO KOALA!!!
DIARIO E STORIA - continua
17 Novembre 2011
Abbiamo iniziato subito dopo Halloween a fare lavoretti per Natale.
Anche quest'anno scriveremo a Babbo Natale mandandogli un biglietto decorato. Io sto preparando la sorpresa per Ruggero e Fabio.
21 Novembre 2011
Venerdì scorso abbiamo visto "La storia infinita", film di trent'anni fa, ormai! Oggi, invece, abbiamo guardato "La storia di Babbo Natale", che piace molto a Ruggero che, con Isadora, ha disegnato.
24 Novembre 2011
Ho finito di costruire, recuperando scatole e scatoline, la cassettierina che mi ha chiesto Ruggero. Ne è rimasto entustiata. Anche Isadora mi ha chiesto se gliene possa fare una.
27 Novembre 2011
Proseguono i lavori per Natale. Ruggero disegna tanti Babbo Natale, con slitta e renne, per attaccarli ai vetri. Oggi abbiamo avuto qui, a fare i compiti in compagnia, Ginevra dopo tanto tempo.
Merenda con uovo Kinder e pane fatto in casa.
23 Dicembre 2011
Come regalo di buon Natale, ho fatto due slitte con renne. Le slitte piene di dolcetti e regalini sono state regalate a Fabio e Ruggero che le hanno gradite molto. Ho dato loro anche una busta con l'indirizzo di Babbo Natale in Finlandia.
18 Marzo 2012
Da circa una settimana Ruggero non succhia più il dito. Ginevra gli ha detto che rischia di rovinare il nuovo dente (ha perso un incisivo superiore) e quindi lui ha smesso.
3 Agosto 2012
Abbiamo visto ieri, con Ruggero e Isadora, Peter Pan ed abbiamo disegnato. Oggi c'era anche Ginevra ed abbiamo guardato Jesus Christ Superstar.
11 Dicembre 2012
Con Ruggero è da una ventina di giorni che facciamo lavori per Natale; abbiamo disegnato Babbo Natale, fatto delle renne. Ho fatto la slitta che devo ancora completare, molti addobbi disegnati e resi più scintillanti con i glitter. Lo spirito natalizio è vivo!!
Abbiamo iniziato subito dopo Halloween a fare lavoretti per Natale.
Anche quest'anno scriveremo a Babbo Natale mandandogli un biglietto decorato. Io sto preparando la sorpresa per Ruggero e Fabio.
21 Novembre 2011
Venerdì scorso abbiamo visto "La storia infinita", film di trent'anni fa, ormai! Oggi, invece, abbiamo guardato "La storia di Babbo Natale", che piace molto a Ruggero che, con Isadora, ha disegnato.
24 Novembre 2011
Ho finito di costruire, recuperando scatole e scatoline, la cassettierina che mi ha chiesto Ruggero. Ne è rimasto entustiata. Anche Isadora mi ha chiesto se gliene possa fare una.
27 Novembre 2011
Proseguono i lavori per Natale. Ruggero disegna tanti Babbo Natale, con slitta e renne, per attaccarli ai vetri. Oggi abbiamo avuto qui, a fare i compiti in compagnia, Ginevra dopo tanto tempo.
Merenda con uovo Kinder e pane fatto in casa.
23 Dicembre 2011
Come regalo di buon Natale, ho fatto due slitte con renne. Le slitte piene di dolcetti e regalini sono state regalate a Fabio e Ruggero che le hanno gradite molto. Ho dato loro anche una busta con l'indirizzo di Babbo Natale in Finlandia.
18 Marzo 2012
Da circa una settimana Ruggero non succhia più il dito. Ginevra gli ha detto che rischia di rovinare il nuovo dente (ha perso un incisivo superiore) e quindi lui ha smesso.
3 Agosto 2012
Abbiamo visto ieri, con Ruggero e Isadora, Peter Pan ed abbiamo disegnato. Oggi c'era anche Ginevra ed abbiamo guardato Jesus Christ Superstar.
11 Dicembre 2012
Con Ruggero è da una ventina di giorni che facciamo lavori per Natale; abbiamo disegnato Babbo Natale, fatto delle renne. Ho fatto la slitta che devo ancora completare, molti addobbi disegnati e resi più scintillanti con i glitter. Lo spirito natalizio è vivo!!
DIARIO E STORIA - continua
10 Settembre 2011
Preparate le "tesserine" o meglio i biglietti di ben venuto ai bimbi. Ad ognuno il proprio simbolo:
Sezione coccinelle 0/2 anni Adriana
Sezione Chiocciole 3/5 anni
Sezione Pesci Tropicali 6/9 anni Ruggero
Sezione Pappagalli 10/12 anni Isadora
Sezione Orsi adolescenti Ginevra
14 Settembre 2011
Alle 15.30 siamo andati da Adriana, con Isadora e Ruggero, che sono molto contenti di occuparsi della piccolina ed anche Ruggero ha voluto provare ad imboccarla per la merenda.
Adriana non è per nulla preoccupata ma anzi affascinata dai due più grandi. Quando Adriana si è addormentata sul suo passeggino, Ruggero si è coricato in mezzo ai trifogli del giardino di Adriana alla ricerca di quadrifogli dando origine, così, ad un quadretto bucolico molto romantico, con accanto Dante (il cagnolino di Adriana).
19 Settembre 2011
Sono iniziate le scuole, quindi per primi si fanno i compiti. Ruggero doveva scrivere tre volte: io sono un re.
Poi siamo venuti da me, abbiamo fatto merenda ed abbiamo disegnato, dopo aver visto "Ghost" scelto da Isadora.
20 Settembre 2011
Da oggi si aggiungono al gruppo:
Matilde, 10 anni, nel gruppo dei Pappagalli, compagna di banco e di pallavolo di Isadora. Hanno già passato, con me, un po' di tempo, un pomeriggio a chiacchierare.
Fabio, il fratellino di Matilde, di 5 anni che inaugura il gruppo delle Chiocciole.
21 Settembre 2011
Questa mattina i ragazzi erano a casa da scuola per il patrono. Abbiamo disegnato sui fogli tondi da mandala e lavorato con le perline.
23 Settembre 2011
Pomeriggio in cui si sono unite le esigenze di Isadora e Ruggero con quelle di Matilde e Fabio. Ruggero e Fabio, che hanno passato il tempo insieme, insieme sono dei bei tipi. Fabio ha iniziato a chiamarmi "nonnetta" a cui ho risposto chiamando tutti e due (Ruggero non aveva mai "osato" tanto) "poppanti". Hanno immediatamente smesso ...
Regole definite: no parolacce, no offese. Anche con Matilde e Fabio regola del "2" (mi toglie una cosa te ne tolgo due; mi fai un dispetto, te ne faccio due). Regole accettate.
4 Ottobre 2011
Con Ruggero e Isadora abbiamo costruito lo scheletro dell'aquilone ed abbiamo fatto altri lavori con le perline. Quelli di ieri sono stati stirati e portati a casa dei ragazzi.
7 Ottobre 2011
La coincidenza di orari con Adriana permette l'osservazione dei comportamenti dei grandicelli verso i più piccoli. Ruggero si dimostra molto attento, nonostante qualche volta debba difendere le sue scoperte dalle manine distruttrici della piccolina. Isadora è molto "mammina", a volte troppo apprensiva e troppo desiderosa di fare coccole. L'approccio, in tutti i modi, è molto bello.
21 Ottobre 2011
Con Ruggero proseguono i preparativi per Halloween. Abbiamo fatto la seconda borsina con applicazioni di disegni soprattutto suoi. Una enorme zucca con manine, gambe e ragni appesi a ragnatele, fantasmi, tombe, pipistrelli ... ne è molto orgoglioso!
26 Ottobre 2011
Iniziare a leggere è sempre una avventura piacevole. Ruggero ha studiato a memoria la sua prima filastrocca e come compito doveva leggere i dittonghi formati dalle vocali. Ha detto che la "R" è la sua "cominciale" (invece di iniziale)!!!
Adriana sa dire il suo nome. Tutto quello che prende, giochi, cucchiaio, bicchiere, lo chiama Adriana (non pronunciato così ma si capisce!). Sa dire nonna, tao (ciao), ii (Lilli), ante (Dante), appa (acqua).
Preparate le "tesserine" o meglio i biglietti di ben venuto ai bimbi. Ad ognuno il proprio simbolo:
Sezione coccinelle 0/2 anni Adriana
Sezione Chiocciole 3/5 anni
Sezione Pesci Tropicali 6/9 anni Ruggero
Sezione Pappagalli 10/12 anni Isadora
Sezione Orsi adolescenti Ginevra
14 Settembre 2011
Alle 15.30 siamo andati da Adriana, con Isadora e Ruggero, che sono molto contenti di occuparsi della piccolina ed anche Ruggero ha voluto provare ad imboccarla per la merenda.
Adriana non è per nulla preoccupata ma anzi affascinata dai due più grandi. Quando Adriana si è addormentata sul suo passeggino, Ruggero si è coricato in mezzo ai trifogli del giardino di Adriana alla ricerca di quadrifogli dando origine, così, ad un quadretto bucolico molto romantico, con accanto Dante (il cagnolino di Adriana).
19 Settembre 2011
Sono iniziate le scuole, quindi per primi si fanno i compiti. Ruggero doveva scrivere tre volte: io sono un re.
Poi siamo venuti da me, abbiamo fatto merenda ed abbiamo disegnato, dopo aver visto "Ghost" scelto da Isadora.
20 Settembre 2011
Da oggi si aggiungono al gruppo:
Matilde, 10 anni, nel gruppo dei Pappagalli, compagna di banco e di pallavolo di Isadora. Hanno già passato, con me, un po' di tempo, un pomeriggio a chiacchierare.
Fabio, il fratellino di Matilde, di 5 anni che inaugura il gruppo delle Chiocciole.
21 Settembre 2011
Questa mattina i ragazzi erano a casa da scuola per il patrono. Abbiamo disegnato sui fogli tondi da mandala e lavorato con le perline.
23 Settembre 2011
Pomeriggio in cui si sono unite le esigenze di Isadora e Ruggero con quelle di Matilde e Fabio. Ruggero e Fabio, che hanno passato il tempo insieme, insieme sono dei bei tipi. Fabio ha iniziato a chiamarmi "nonnetta" a cui ho risposto chiamando tutti e due (Ruggero non aveva mai "osato" tanto) "poppanti". Hanno immediatamente smesso ...
Regole definite: no parolacce, no offese. Anche con Matilde e Fabio regola del "2" (mi toglie una cosa te ne tolgo due; mi fai un dispetto, te ne faccio due). Regole accettate.
4 Ottobre 2011
Con Ruggero e Isadora abbiamo costruito lo scheletro dell'aquilone ed abbiamo fatto altri lavori con le perline. Quelli di ieri sono stati stirati e portati a casa dei ragazzi.
7 Ottobre 2011
La coincidenza di orari con Adriana permette l'osservazione dei comportamenti dei grandicelli verso i più piccoli. Ruggero si dimostra molto attento, nonostante qualche volta debba difendere le sue scoperte dalle manine distruttrici della piccolina. Isadora è molto "mammina", a volte troppo apprensiva e troppo desiderosa di fare coccole. L'approccio, in tutti i modi, è molto bello.
21 Ottobre 2011
Con Ruggero proseguono i preparativi per Halloween. Abbiamo fatto la seconda borsina con applicazioni di disegni soprattutto suoi. Una enorme zucca con manine, gambe e ragni appesi a ragnatele, fantasmi, tombe, pipistrelli ... ne è molto orgoglioso!
26 Ottobre 2011
Iniziare a leggere è sempre una avventura piacevole. Ruggero ha studiato a memoria la sua prima filastrocca e come compito doveva leggere i dittonghi formati dalle vocali. Ha detto che la "R" è la sua "cominciale" (invece di iniziale)!!!
Adriana sa dire il suo nome. Tutto quello che prende, giochi, cucchiaio, bicchiere, lo chiama Adriana (non pronunciato così ma si capisce!). Sa dire nonna, tao (ciao), ii (Lilli), ante (Dante), appa (acqua).
DIARIO E STORIA
ANNO 2006: inizio di attività con Ruggero di un anno e mezzo, Isadora cinque anni e Ginevra 8 anni.
L'attività è andata avanti ininterrottamente fino a febbraio 2011, data in cui l'attività si è fermata per motivi famigliari.
ANNO 2011
Ricomincia l'avventura. Dopo sette mesi di fermo obbligato, per problemi famigliari, abbiamo ricominciato a lavorare assieme. Abbiamo tre piccoli gioielli:
Isadora di 10 anni
Ruggero di 6 anni
Adriana di 1 anno portato orgogliosamente.
Isadora è ormai una personcina affidabile, responsabile, a cui poter chiedere la collaborazione. Le piace ancora giocare ed è sempre pronta a fare la lotta, ma legge anche tanto e legge volentieri le storie a Ruggero. Le si può parlare di tanti argomenti ed è sempre curiosa. Sta imparando a suonare l'arpa celtica ed ogni tanto le piace sedersi al pianoforte, ma non disdegna i cartoni animati ed i film, che ha scelto da poter vedere in compagnia.
Ruggero a giorni inizierà ad andare a scuola. Copia le lettere, in stampatello maiuscolo e gli piace rileggere e memorizzare ciò che ha scritto. Gli piace fare le storie, inventa i personaggi e li racconta con un tratto scarno ma deciso. Poi mette in parole le avventure. Gli piace giocare con i più piccoli, ha pazienza, anche se ogni tanto ha bisogno di verificare ciò che lui rappresenta per i più grandi. Ed eccolo, allora, a cercare le ginocchia, a farsi stringere mentre succhia il dito. Gli piace sentire raccontare come era da "piccolo" e gli piace constatare di far parte, però, del circolo dei più grandi. Si prende, allora, il compito di portare il passeggino e di far giocare la più piccola. Con tranquillità e serenità, senza costrizioni.
Adriana è la nuova del gruppo. Accettata senza problemi, è la novità. Nuove situazioni da sperimentare, con Adriana portata a "spasso" nel suo passeggino. I grandi, a turno, sono riusciti ugualmente a fare la torta. Adriana ha un bellissimo sorriso, miglior approccio verso la vita e verso gli altri suoi simili. Ascolta con attenzione, scruta con gli occhioni spalancati ed al sorriso risponde con il sorriso. Per nulla noiosa, risponde agli stimoli con interesse. L'esperienza con Adriana sarà breve ma molto importante per le sue prossime esperienze di socializzazione.
Il 20 agosto abbiamo iniziato con solo Ruggero. Abbiamo raccolto bastoncini, ghiande e ciò che serve per costruire una nuova casa degli gnomi, iniziata, da completare. Abbiamo scritto due storie, illustrate da Ruggero: il drago, il re e la regina - e - la speda nella roccia.
Con Isadora è stato stilato un quasi programma di film in cassetta da vedere insieme, scelti e concordati con Ruggero. Abbiamo, così, rivisto Labirinth.
Nella giornata di giovedì 8 settembre, nel pomeriggio, abbiamo fatto la torta al cioccolato, in collaborazione con Ginevra mentre lunedì avevamo fatto la pizza ed il giorno dopo il pane: attività gastronomiche sempre molto apprezzate.
Ginevra ha ormai 13 anni e le attività che noi svolgiamo non le interessano più. Nonostante questo è, ovviamente, un punto di riferimento molto importante. Speriamo di poterla coinvolgere in qualche attività futura.
domenica 13 gennaio 2013
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